giovedì,3 Aprile 2025

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ANTONIO BRUNO GUIDA IL GGI DI CONFINDUSTRIA AVELLINO

E’ IL RAMPOLLO DELLA NOTA FAMIGLIA DI GROTTAMINARDA

Da poco più di due mesi guida il gruppo dei giovani imprenditori di Confindustria Avellino. Antonio Bruno, rampollo dell’omonima e nota famiglia di Grottaminarda, a dispetto della giovanissima età vanta già un curriculum corposo. E’ amministratore di Agriplus e del Gruppo Bruno Srl. Il presidente, eletto per il quadriennio 2024-2028, ha le idee chiare e una visione decisa del futuro prossimo dell’imprenditoria irpina. Appartiene alla generazione di fenomeni emigrati per studiare o lavorare. Lui però, a differenza dei suoi coetanei, ha la fortuna di appartenere a una solida famiglia di imprenditori che ha saputo farsi strada anche al di fuori dei confini nazionali, e dopo gli studi è ritornato nella città ufitana. La sua elezione, dunque, non è stata affatto casuale, ed è coincisa poi con l’ottantesimo anniversario della fondazione di Confindustria Avellino. Insieme ad Antonio Bruno sono stati eletti membri del consiglio direttivo del GGI: Fabrizio Basso, Giancarlo Caiazzo, Fabio Confalone, Giuseppe De Maio, Daniele Guerriero, Nicole Iorillo, Marino Lo Chiatto, Jacopo Passariello, Maria Pennacchio e Roberto Taurasi.

Tutti giovanissimi come lui, e tutti discendenti di famiglie votate alla imprenditoria in diversi segmenti produttivi. Nel suo primo discorso da Presidente, Bruno ha espresso profonda gratitudine per la fiducia che gli è stata accordata, ha sottolineato il prestigio del Gruppo e delle aziende che rappresenta. Ha inoltre ringraziato il Presidente uscente, Scauzillo, il direttivo, la sua famiglia e le persone che lo hanno sostenuto e lo sostengono adesso in questa nuova avvincente sfida. Bruno è pronto ad affrontare a viso aperto le sfide del futuro grazie anche al gruppo di giovani che lo affianca con entusiasmo determinazione e competenza.

Bruno, lei ha delineato una visione abbastanza chiara del suo mandato.
“Ebbene sì – ha dichiarato il giovane presidente-, ho una visione basata su una leadership condivisa che valorizzi le idee e i contributi di tutti i membri del Gruppo. Il nostro sarà un gioco, e un lavoro di squadra”.

Ha enfatizzato l’importanza del concetto di impresa come luogo in cui le persone possono realizzare cose eccezionali.
“Vengo da una esperienza personale dove l’azienda è anche famiglia – ha evidenziato sempre Antonio Bruno-, e la famiglia vive e si adopera per l’azienda. L’impresa dev’essere al centro della società, ma non come un’isola, bensì come un ponte verso le istituzioni, le scuole, il territorio. Le imprese sono il fulcro della cooperazione umana, della creatività, del progresso economico e sociale come sosteneva il Presidente Luigi Einaudi”. Non è un caso che Bruno lo abbia citato nel suo intervento dopo l’elezione alla guida del gruppo dei giovani imprenditori irpini.

Quale messaggio vuole dare ai giovani irpini spesso sfiduciati e smarriti?
“Il nostro compito – ha asserito Antonio Bruno – è infondere orgoglio e coraggio a tutti i giovani di questa terra che, nonostante le difficoltà, continuano a rendere l’Irpinia ricca, dinamica e resiliente. Bisogna credere nelle proprie capacità e investire di più sulle potenzialità del nostro territorio. Sono fiducioso: credo che ci sarà presto un’inversione di tendenza”. Non c’è partenza, insomma, senza restanza, e viceversa. Chissà che la parabola felice di Antonio Bruno possa essere di esempio a tanti ragazzi irpini. E magari, possa segnare pure il ritorno di quei cervelli emigrati anzitempo perché pressati dalla necessità ma anche dalle scarse opportunità di inserimento occupazionale che ad oggi ha offerto l’Irpinia e in genere il Mezzogiorno d’Italia. Il riscatto del Sud potrebbe partire pure dal contributo intellettuale di questa generazione che vanta buoni studi, ottime entrature e solide esperienze professionali. Sono i figli di famiglie di imprenditori lungimiranti che hanno avuto sì fortuna ma hanno pure sgobbato per crearsela e creare piccoli imperi produttivi. Si tratta di imprenditori seri e affermati nei rispettivi campi, imprenditori che hanno comunque distribuito ricchezza sul nostro territorio.

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